Un giorno, dall’altra parte del mondo.

Per quanti di voi ancora non se ne siano accorti, questo blog è al momento in pausa indefinita.

La ragione principale è che mi sono trasferita in Asia per motivi di studio/lavoro, e sono abbastanza impegnata. La verità è che probabilmente potrei trovare il tempo per bloggare se veramente mi interessasse, ma devo confessare la verità: non mi interessa.

Potrei raccontare molte cose della mia vita qui o altrove, ma ho scelto di non farlo. In primis perché non voglio che la gente sappia della mia vita; nell’era della condivisione di tutto questa sembra a molti una scelta snob e/o strana ma francamente, non mi interessa.
In secondo luogo, non sento il bisogno che la gente sappia della mia vita: sono anni che non lo sento e non credo che lo sentirò tanto presto.
Quindi, se ci tenete a riempire il vuoto (se a qualcuno dovesse interessare), immaginate quello che volete. Immaginatemi in una biblioteca sepolta sotto i libri, immaginatemi a passare il mio weekend visitando un party dopo l’altro, immaginatemi che bevo il tè in un una casa stile zen, immaginatemi a uno dei miei concerti underground a fare headbanging. La verità è tutto, e niente, e soprattutto è sopravvalutata. Almeno il 70% del mondo in cui viviamo è un inganno e un sogno e una costruzione dell’intelletto umano.

Un giorno, tutto quello che vedo e sento troverà la sua strada in qualcosa di quello che scrivo. Non come biografia, ma come un’immagine, o un odore, o un ricordo, interpretato dalla mia memoria. Lo so perché succede sempre così, e forse nessuno lo noterà, forse nemmeno io lo noterò, ma succederà.

Per quanto riguarda la scrittura, anche questo ha smesso di importarmi. Ma vorrei chiarificare: non significa che smetterò di scrivere. Ma ho smesso di impegnarmi nel cercare una pubblicazione che tanto non arriverà. Invierò ancora manoscritti a qualcuno di tanto in tanto se la cosa mi sembra interessante ma francamente, so che non vedrò mai un mio libro pubblicato da nessuno e devo imparare a convivere con questa cosa e basta, come ho imparato a convivere con tante cose che non mi piacevano e come ho imparato ad accettare tante cose che mi fanno incazzare. Non sono una bella persona (mai detto di esserlo) e continuerò ad invidiare chiunque ce la fa, specialmente quelli che quasi nemmeno ci provano, perché comunque è stato e sarà sempre un mio sogno. Ma sono stanca di provarci e ricevere solo rifiuti, se si trattasse di un uomo smetterei quindi perché dovrei comportarmi diversamente in questo caso?
Forse non ho talento, forse quello che scrivo non interessa a nessuno, pazienza. Mark Twain diceva che se dopo tre anni da scrittore nessuno ti ha offerto un lavoro devi andare a tagliare la legna, e per me sono passati ben più di tre anni. Non so dirvi quanti rifiuti ho ricevuto perché non sono una di quelle che tiene le lettere di rifiuto. Penso che tenerle sia quasi tenere un trofeo sperando di poterlo mostrare a qualcuno un giorno, ma io non volevo dimostrare niente a nessuno. Volevo solo che qualcuno leggesse le mie cose per emozionarsi, e che decidesse di investirci per far emozionare gli altri ma insomma, non si può avere tutto ciò che si vuole.

Long story short, il blog è in pausa a tempo indeterminato. Vi ringrazio tutti, è stato divertente, thanks for all the fish.

(ps Il Giappone ha tanti difetti -tanti-, ma è ancora un posto bellissimo.)

Un giorno, da qualche parte.

Annuncio solo che sto partendo per un lungo viaggio e che quindi non so quando/se avrò tempo di aggiornare.
A presto!

Pausa

Me ne vado in pausa per un po’, per una serie di motivi.
A presto.

Qualche alternativa a library.nu

Qualche giorno fa parlavamo con la mia coinquilina dell’ormai da tempo defunto library.nu . Mentre si lamentava della scomparsa, le ho fatto notare che esistono delle valide alternative all’ormai defunto storico sito di download di libri – eppure lei non ne conosceva neanche una!

Ho quindi pensato che potrebbe essere utile un po’ a tutti i lettori di questo blog conoscere una serie di siti che possano colmare il vuoto apertosi nei vostri cuori. Ovviamente so che li userete per scaricare solo materiale non coperto da copyright o fuori pubblicazione! 😀 (se proprio volete leggere qualcosa di gratis, scaricate legalmente d.flies!)

Qui di seguito la mia personale classifica di gradimento. I siti che vi segnalo sono tutti in inglese ma con l’aiuto di Google Translator e di un po’ di pazienza potete tranquillamente trovare la vostra strada. Vi invito a consultare anche questo post di Tapirullanza che parla dell’argomento.

1- BookOs 
Precedentemente Bookfi, ha ora cambiato nome ma rimane uno dei più completi. Richiama molto library.nu anche nell’interfaccia

2- Library Genesis
Interfaccia spartana per questo sito russo dalle mille risorse

3- Ebookee
Il più gradevole graficamente, ideale sia per la narrativa che per la saggistica

4 – Freebookspot.es
Sito spagnolo, ideale soprattutto per libri scientifici, ma vi si trovano anche saggi e manuali per ogni gusto, e libri di narrativa

5 – Manybooks
Ideale per i classici, c’è anche una sezione dedicata all‘italiano.

6 – Ebookshare
Ideale soprattutto per i manuali di informatica.

7 – Bookgo
Altro sito ideale per i manuali scientifici in inglese

8 – Allebooks
Altro sito russo, vi si trova soprattutto materiale in questa lingua ma non manca la manualistica in inglese.

9 – Worldebookfair
Libri vari, soprattutto manualistica ma anche narrativa

10 – UzTranslations
Necessaria la registrazione, uno dei siti più completi dove trovare materiale per imparare le lingue straniere, ma non mancano anche libri di cultura, politica, sociologia ecc.

Per chi mastica l’inglese, ecco inoltre un altro blog che fornisce un utile elenco.

Un’ulteriore alternativa restano anche i torrent. Se non sapete di cosa sto parlando, ecco qui una guida efficace. Vi basterà poi cercare su internet [titolo del libro] torrent per vedere se è disponibile, oppure utilizzare uno dei tanti siti dedicati (come questo o questo, ideale soprattutto per libri scientifici e didattici)!

Se invece volete solo leggere qualcosa di interessante, vi rimando a siti come Meetale, Wowio o Wattpad in cui trovare tantissime storie gratis di autori emergenti!

Ritorno al passato con Electratype, macchina da scrivere per iPad

Dopo un bel po’ di tempo, in attesa del prossimo post della serie “Le 10 cose che…”, torno a parlarvi di app per iPad.

Quanti di voi possedevano una macchina da scrivere, da piccoli? Su, alzate la mano, nessuno verrà a chiedervi l’età precisa. Io ho ancora da qualche parte i miei primi racconti, battuti a macchina su una Olivetti con delle mani che nemmeno arrivavano bene a coprire tutti tasti.

Ecco una Olivetti come la mia, di questo bel color me… ahem, beige.

Negli ultimi anni, presa anche dal generale revival vintage, mi è ogni tanto presa la malsana voglia di rimettermi a scrivere con questa macchina antidiluviana, progetto che si è poi arenato di fronte all’impossibilità di reperire i nastri e di fronte alla mia pigrizia generale (seriamente, mi ci vedete lì a tornare indietro e usare il magico foglio bianco per ogni sbaglio che faccio? Io no).

La buona notizia di oggi è però che se volete replicare l’esperienza della macchina da scrivere, oggi potete, con costo e fatica pari quasi a zero.

Il miracolo si chiama Electratype ed è una app per iPad.

Cominciamo col dire che Electratype è gratuito nella sua versione di base (che include due macchine da scrivere), potete quindi scaricarlo, provarlo e poi vedere se acquistare la versione completa – io per il momento mi sono fermata alla versione gratuita di base.

Cos’è Electratype? In pratica, è un simulatore di macchina da scrivere, che riproduce sul vostro iPad quello che era il tedioso e romantico processo di scrittura nell’antich… qualche decennio fa. Dopo aver scelto una delle due macchine disponibili, potete selezionare il tipo di carattere, il colore del nastro e la carta da utilizzare (con una simpatica selezione di carte “normali” ed altre più particolari, come pagine memo, liste, buste…). Una volta effettuata questa selezione, potete iniziare a scrivere… ma ricordate, state usando davvero una macchina da scrivere vecchio stampo. Ciò significa che per cancellare gli errori dovrete usare il tasto cancella che funziona come il foglio bianco di cui sopra, ricordarvi di premere il caps lock per le maiuscole, andare a capo quando sentirete il familiare trillo di fine riga… sicuramente un’esperienza interessante, soprattutto se avete un iPad dotato di tastiera esterna che può rendere il tutto ancora più realistico.

Una volta soddisfatti del vostro prodotto finito, potete o salvarlo come immagine nel vostro iPad oppure condividerlo su una serie di social network. Come esempio, potete notare che ho condiviso un paio di immagini sul mio Tumblr dedicato alle mie poesie in inglese, Things Fade. Sfortunatamente al momento non è possibile salvare il file come testo, almeno nella versione gratuita dell’app.

Cosa dire, sicuramente un’app interessante e divertente da provare, perfetta per chi si sente nostalgico ogni tanto… prima di tornare al caro “vecchio” computer ;).

Se avete ancora dei dubbi, potete guardare questo video che vi illustra il funzionamento di Electratype. Cosa ne pensate? L’avete scaricata? La usereste?

Poesia “Vergogna” nell’antologia “Contro la violenza sulle donne”

A domani per un articolo serio, nel frattempo vorrei segnalare che la mia poesia “Vergogna” è stata inserita nell’antologia “Contro la violenza sulle donne. Voci dall’Ateneo di Bologna” ( a cura di V. Babini, V. Filippi, S. Pelotti – Pendragon Editore).

Un libro davvero bello che tratta un argomento molto importante e quanto mai attuale. Nelle parole del Magazine Unibo:

La violenza di genere ha molte facce, molti luoghi, e dagli innumerevoli volti del silenzio è ancora avvolta e protetta.

Nell’estate del 2010 il Comitato Pari Opportunità dell’Università di Bologna ha voluto affrontare questo dramma sociale chiedendo a coloro che nell’Ateneo studiano e lavorano di rompere il silenzio attraverso la loro scrittura. Le risposte non si fecero attendere.

Oggi questo libro raccoglie e offre al vasto pubblico le poesie e i racconti di quanti, soprattutto studenti, decisero di far sentire la loro voce, di raccontare storie vissute o immaginate, di esprimere la propria intima indignazione, di narrare il proprio dolore, di dirsi contro.

Sono racconti forti, veri, emotivamente intensi, che tra consapevolezza e denuncia arrivano a toccare la sensibilità di tutti noi.

Il libro potete acquistarlo nelle migliori librerie online o fisiche, qui la scheda sul sito/negozio online dell’editore.

contro la violenza

Burnwriting: il fuoco sacro della scrittura collettiva?

Torno dopo un discreto silenzio, promettendo che da metà giugno gli aggiornamenti torneranno ad essere regolari almeno fino a settembre, quando partirò per una nuova avventura (chi mi conosce sa già di cosa si tratta, chi non mi conosce bene… dovrà aspettare un po’ :P).

burnwritinglogoPer il momento, vorrei dedicare questo spazio ad un nuovo progetto di scrittura collettiva: vi presento Burnwriting!

Invece di fare tutto da sola, ho deciso di porre qualche domanda ad uno dei fondatori, Paolo Nanni, che si è gentilmente prestato ad apparire su questo blog. Iniziamo quindi senz’ulteriore indugio! (… non lo so, oggi mi viene così…)

Ciao Paolo, benvenuto su questo blog! Partiamo subito con la domanda più importante: cos’è Burnwriting?

Un luogo, un modo per infiammarsi, attraverso la scrittura, condivisa. Io ci vedo l’esaltante sensazione di avere tra le mani qualcosa che ha un motore sociale, quindi virtualmente inesauribile, e in controtendenza alle derive individualiste presenti in tutta la società, e anche nell’arte. Dal punto i vista del burnwriter, cioè di chi si iscrive, è l’occasione per partecipare a uno stimolante processo creativo collettivo al quale ognuno contribuisce in piena individualità. Lì non si può evitare il confronto con il tema, con sé stesso, con gli altri.

Sembra sicuramente un progetto interessante! Ma come è nata l’idea di questo sito?

Nella sua forma germinale è nata durante una sessione dello “Smarthink – aumenta le tue idee”, laboratorio ideato e gestito da Matteo Ficara e da una delle nostre attuali redattrici, Lara Lucaccioni. Per continuare il laboratorio andava scelta una proposta tra tutte quelle presentate, e venne scelta la mia: trovare qualcosa che permettesse di fare arte per una vita, incidere nella società, crescere in modo condiviso. Ne venne fuori l’idea di un prodotto virale e collettivo da creare online. Quell’idea è andata incubandosi nella mia mente, un po’ alla volta è maturata, a un certo punto, dopo qualche mese, ho ricercato tutti quanti, perché ho avuto una precisa visione di cosa doveva essere. Ed era burnwriting.

Burnwriting non è l’unico sito di scrittura collettiva esistente in Italia, anche in questo blog ho parlato di altri progetti. Quindi, cosa rende Burnwriting unico nel suo genere?

Ci sono molte esperienze di scrittura collettiva, in senso di “scriviamo insieme di questo”, oppure “facciamo insieme un libro”, ma in realtà esistono pochi progetti articolati, che davvero sviluppino il concetto del social writing, che del resto è un concetto ancora nuovo. Ciò che ci differenzia da alcune esperienze di cui ho notizia è la semplicità e l’immediatezza con cui si entra in gioco, subito alla pari con gli altri autori (i burneditor hanno un ruolo autoriale diverso e non scrivono contributi), sulla base di una idea forte, perché la scegli tu solo se ti piace, senza protocolli o selezioni, e con un obiettivo che non va verso un fantomatico prodotto multimediale di imprecisa collocazione e diffusione, ma verso il romantico e concreto libro da libreria, da rimirare in vetrina e sugli scaffali.

A questo proposito, arriviamo ad un ‘altra domanda importante. Burnwriting ha dei contatti con alcuni editori. Questo cosa comporta?

Burnwriting ha un preciso scopo: pubblicare. E questo si fa con le case editrici. Alcune già hanno aderito con entusiasmo al progetto, e anche altre lo faranno, del resto anche per loro burnwriting è una occasione: di poter monitorare un libro nel corso del suo sviluppo, prenderlo solo se nella sua confezione finale risulta convincente, e acquisire in catalogo qualcosa di realmente innovativo.

E oltre ad una eventuale pubblicazione, cosa offre Burnwriting ad un eventuale autore interessato?

Inizio da quella che potrebbe essere la più grande speranza, spesso inconfessata: farsi scoprire da un colosso dell’editoria. E io rispondo: sì, e no. Sì nel senso che è sempre possibile che un autore si faccia notare. No, nel senso che ci sono in giro tanti autori bravissimi, che magari hanno anche vinto premi, ma non hanno avuto la fortuna di arrivare col libro giusto al momento giusto. Sia per loro che per chi inizia, Burnwriting è principalmente l’occasione per scrivere in libertà, per allenarsi, confrontarsi, sperimentare, incidere, senza rischiare nulla e col possibile vantaggio di aggiungere una pubblicazione al curriculum e di coltivare la competenza – rara per uno scrittore – di lavorare in progetti condivisi. Inoltre, Burnwriting si rivolge anche a chi scrive con un fine prettamente comunicativo piuttosto che artistico; per loro Burnwriting è come enorme puzzle, gioco talmente divertente che ci si potrebbe scordare quanto sia serio. In senso sociale, civile, e antropologico: attraverso il saggio, il viaggio, la critica cinematografica, abbiamo una testimonianza del nostro tempo.

Un’ultima domanda. Abbiamo parlato del sito e dei vantaggi per chi volesse farne parte come burnwriter. Ma per quanto riguarda i Burneditors? Chi si cela dietro la scelta dei frammenti da pubblicare?

Abbiamo messo insieme una squadra con formazioni e competenze diverse, ma un paio di punti in comune: eclettismo e esperienza nel gestire gruppi creativi. In breve: Jonathan Arpetti è un autore che ha fondato e porta avanti due collettivi di scrittura cooperativa: Zaratan Clan e Collettivo Idra. Andrea Ferroni è consulente filosofico e narratore, e gestisce gruppi ed eventi a scopo didattico e creativo. Maria Laura Pierucci è giornalista, si occupa di comunicazione tradizionale e 2.0, fa parte di un gruppo nazionale di ricerca sulle scritture “brevi” presso l’Università di Macerata. Lara Lucaccioni è conduttrice di laboratori e formazioni dedicati alla creatività, poetessa, esperta di marketing. Infine ci sono io, Paolo Nanni, che mi definisco delirografo, e potrei appunto partire dal raccontare il mio delirio: scrivere di tutto, cimentarmi in tanti, troppi linguaggi artistici, dedicarmi con insano entusiasmo ai progetti di arte collettiva.

Incuriositi? Avete altre domande? Volete partecipare anche voi?
Non vi resta che andare sul sito ufficiale di Burnwriting ed iscrivervi. Per ogni dubbio o domanda, i Burneditor sono a vostra disposizione anche su Facebook!

 

Spot esordienti: Ilaria Goffredo – Un altro romanzo gratuito!

Copertina TREGUA NELL'AMBRAOggi voglio dedicare un po’ di spazio alla gentilissima Ilaria. Anche Ilaria proprio come me ha deciso di distribuire gratuitamente il suo romanzo storico ” La Tregua nell’Ambra”. Al contrario di d.flies che è un povero ragazzino sconosciuto 😉 , il romanzo di Ilaria è risultato finalista al concorso nazionale Ilmioesordio2012. Rubando le parole di Ilaria, questa è la trama:

Martina Franca, Puglia, gennaio 1943.
L’Italia è entrata in guerra da tre anni e la vita della popolazione peggiora di giorno in giorno. Gli stenti gravano anche sull’esistenza della giovane Elisa, una diciottenne piegata dal terrore del fascismo e dei bombardamenti alleati, dalla fame. Un giorno Elisa conosce Alec, il figlio di una vicina di casa, un uomo misterioso e dallo strano accento; incute in lei un’adorazione che talvolta si tramuta in timore. In un romanzo che ha il sapore di sole e calce, terra e pane nero, la vita rincorre e sfida gli orrori della dittatura e dei campi di concentramento, spera nelle attività antifasciste e incassa le perdite. Il coraggio di una ragazza che diventa donna. La tenacia di un amore in bilico sull’abisso. Il ritratto di un’Italia che non c’è più. La coscienza di ciò che siamo stati nel flusso della grande Storia.

Io non sono una grande lettrice di romanzi storici, ma ho sempre ammirato il lavoro di ricerca e ricostruzione che tale tipo di romanzo richiede; sicuramente quindi un’opera curata nei dettagli e frutto di pazienza, passione ed amore per l’attività della scrittura che ha portato via tempo ed energie alla sua creatrice.
Qual è allora il motivo dietro la scelta di distribuirlo gratuitamente?

La mia aspirazione è raggiungere un numero elevato di lettori e ricevere le loro opinioni sul mio romanzo. Il che sarebbe probabile attraverso una pubblicazione con un grande editore: cosa che risulta molto difficile in Italia per autori completamente sconosciuti, che non hanno raccomandazioni o fama pregressa. Considerando ciò e dopo accurate riflessioni, ho deciso di tentare una strada “diversa” per raggiungere un gran numero di lettori: rendere il mio romanzo – al quale ho lavorato intensamente e per lungo tempo – disponibile in formato ebook – pdf, epub, mobi – totalmente gratuito.
È la mia piccola protesta contro una realtà editoriale sbagliata; un modo per far conoscere i miei personaggi e ciò che hanno da dire; un modo per attirare l’attenzione sul mondo degli scrittori ignoti al grande pubblico.

Ho deciso di lasciare questo spazio ad Ilaria proprio perché le motivazioni che l’hanno portata a regalare il suo romanzo al pubblico sono le stesse che in piccolo hanno spinto anche me.
Siete curiosi? Il romanzo di Ilaria è disponibile al seguente indirizzo: http://treguanellambra.blogspot.it/ . Potete scaricarlo in PDF, Epub e Mobi senza alcun bisogno di registrarvi, e se siete ancora indecisi potete anche consultare alcune delle buonissime recensioni che Ilaria ha ricevuto, e tenervi in contatto con lei via Facebook o Google Plus. Nelle parole di una delle recensioni,

Questo libro spesso prende le sembianze di un abbraccio avvolgente per poi mutarsi in un pugno nello stomaco. Bellissimo.

10 cose che hanno cambiato la mia vita – 1: Il Mago, Ursula K Le Guin

Se siete un creatore d’arte, sicuramente qualcuno vi avrà chiesto ad un certo punto: da dove prendi l’ispirazione? La verità è: “non lo so”. L’altra verità è che nella nostra vita incontriamo oggetti, concetti e persone che ci cambiano.
Questa è la mia lista. Le 10 cose che hanno cambiato la mia vita artistica e non, le 10 cose che hanno avuto un impatto così devastante che poi le cose non sono più state le stesse (un po’ come è accaduto con il Pianto Lunare – e questa è una delle puntate).

 

Benché di solito io scriva di tutt’altro (soprattutto cose molto strane di genere indefinito che lasciano perplessi i più), uno dei miei amori profondi rimane un genere in particolare. Anche se non si direbbe, c’è una parte di me che non lo dimenticherà mai, come non si dimentica il primo amore (anzi, forse di più, perché io del mio primo amore non è che mi ricordi poi tanto).
Oggi voglio parlarvi del primo libro fantasy che io abbia mai letto.

Non ricordo nemmeno perché lo comprai. Ricordo che in quel periodo la Mondadori aveva lanciato una collana economica anche per i ragazzi, forte del successo dei paperback per gli adulti. Credo che lo presi perché costava poco (magari inconsciamente è per questo che distribuisco d.flies gratuitamente). All’epoca – si parla delle scuole elementari/medie- già ero una lettrice vorace, leggevo libri consigliati per un’età superiore e riuscivo comunque a mandare a spianto mia madre e mia zia con la mia velocità. Quindi “Il mago” di Ursula K. Le Guin fu una scelta ottimale in termini di rapporto qualità/prezzo.

Il mago Ursula K Leguin

Questa è proprio la mia edizione.

La verità è questa: non sono più innamorata da tempo del ragazzo che è stato il mio primo amore (il solito imbecille, per giunta), ma sono ancora innamorata di questo libro. L’ho riletto sedici milioni di volte, ho comprato tutto il resto della saga ed il protagonista, Ged, è tutt’ora uno dei miei protagonisti preferiti. Ed è un libro del 1968, non proprio una novità editoriale.

Questo libro (e tutta la Saga di EarthSea di cui fa parte, specialmente i primi tre volumi) è un capolavoro. Non c’è molto altro da dire se non questo, quindi lasciate che lo ripeta: è un fottuto capolavoro fantasy.
Se qualcuno di voi non lo conoscesse (scusate, ma dove vivete, sotto quale pietra? Ditemelo che potrebbe farmi comodo ogni tanto venire ad abitare lì, lontana dal mondo), la trama si può riassumere più o meno così:

“Il protagonista del romanzo è un ragazzo, Ged, che scopre di avere in sé il dono della magia. Il libro segue le vicende che lo portano alla scuola per maghi di Roke, la più importante di Earthsea, e la sua formazione di mago e uomo.”
(Il primo che fa un paragone inopportuno con Harry Potter prenda e se ne vada, please)
Wikipedia vi illumina ulteriormente qui, a vostro rischio e pericolo visto che vi spoilera tutta la trama.

Tornando all’inizio, questo libro è un capolavoro. Non c’è niente che non funzioni in questo libro.
Sono moltissime le cose che questo libro mi ha insegnato.

All’epoca, questo libro mi ha aperto il mondo del fantasy. Prima di scoprire “Il mago”, le mie letture consistevano soprattutto in gialli per ragazzi e storie di vita. “Il mago” mi ha mostrato che c’era un altro modo, completamente diverso, di raccontare storie importanti. Un modo che univa una fantasia estrema e mondi tutti da scoprire a vicende umane terrene, a drammi umani toccanti, a scelte umane riconoscibili.
Rileggendolo da adulta, mi ha insegnato altro a livello umano. Mi ha insegnato che l’ambizione può essere deleteria. Mi ha insegnato cosa significhi perdonare sé stessi: mi ha spiegato come si possa commettere lo sbaglio più enorme ed avere comunque il coraggio di affrontare sé stessi ed ammettere “c’è dell’oscurità in me, ma anche essa è me”. Questa è stata forse una delle lezioni più importanti della mia vita.

Rileggendolo da scrittrice, questo libro mi ha insegnato che per fare del buon fantasy non sono necessari elfi, maghi, mille tipi diversi di creature soprannaturali (in Earthsea ci sono i draghi e poco altro). Ciò che è necessario è un mondo accattivante, un sistema magico coerente (e quello di Earthsea è un capolavoro in sé stesso, un capolavoro nel capolavoro che non lascia nulla al caso), una trama avvincente, un protagonista interessante. Mi ha insegnato che si può dire qualcosa, mostrare qualcosa, toccare qualcuno senza essere pedanti e senza la pretesa di offrire un messaggio su un piatto d’argento, ma raccontando appunto una storia dalla quale ogni lettore può trarre le ispirazioni ed i significati che lo toccano più intimamente.
Mi ha insegnato che a volte sono anche i particolari che rendono le storie grandi, come la vicenda del piccolo otak che Ged porta sempre con sé.
Mi ha insegnato che i personaggi secondari possono essere importanti quanto i protagonisti, e che i protagonisti possono in una saga diventare personaggi secondari per lasciare spazio ad altre storie importanti, e brillare dallo sfondo tanto quanto i nuovi protagonisti. .

Ursula K Le Guin ha scritto molte altre cose, ed ho letto molte di queste sue altre cose, ma non credo che qualcosa riuscirà mai a sorpassare la saga di Earthsea, nel mio cuore. Vuoi perché è difficile dimenticare un colpo di fulmine di tale portata, vuoi perché l’ho riletta talmente tante volte da saperla a memoria… Earthsea rimarrà per sempre il primo mondo fantasy che io abbia mai visitato, ed ha influenzato la mia concezione del fantasy in una maniera schiacciante. Solo qualcun altro è riuscito a fare altrettanto… e questo sarà l’argomento della seconda puntata di questa rubrica. 😉

Se non avete letto la Saga di Earthsea, ve la consiglio caldamente, si trova in mille edizioni e versioni e sicuramente non avrete difficoltà anche a scovarla ad un prezzo giusto. Nel 2006 è uscito anche un film dello studio Ghibli ispirato alla saga (in italiano col titolo di “I Racconti di Terramare“), ma per quanto ami lo studio Ghibli e per quanto il film sia visivamente bellissimo, devo ammettere che è una mezza schifezza e non rende giustizia nemmeno lontanamente alla complessità e profondità della storia raccontata dal libro.
Però insomma, dato che siamo nell’era della civiltà visuale, vi lascio un link al trailer. Sia mai che vi venga voglia anche di leggerlo. 😉

Leggere a Colori: un blog letterario interessante!

leggereacoloriOggi voglio fare i complimenti ad un blog che leggo sempre con piacere, quello del mio “collega” (lo metto tra virgolette perché non credo di essere al suo livello) scrittore Fabio Pinna.

Leggere a Colori, dalla grafica semplice e accattivante che tiene fede al nome, è il suo sito personale; potete quindi trovarvi i suoi libri e i suoi racconti brevi (ora sto leggendo Quasi Dimenticarsi che ovviamente mi ha conquistato per la sua ambientazione orientale), che declinano l’amore ed i sentimenti umani in una varietà di setting e situazioni. Allo stesso tempo, è anche molto di più: è anche un sito ricco di recensioni interessanti che toccano vari generi, ed è anche un blog che parla di libri, film ed amore. Amore per la lettura, per l’arte e per gli altri esseri umani in generale.

Faccio questo post oggi (con estremo ritardo, speriamo che Fabio mi perdoni) perché proprio ieri ho appreso che Leggere A Colori è risultato tra i primi 5 blog letterari della classifica di ebuzzing (che potete consultare qui), vicino a nomi del calibro di Wu Ming, Nazione Indiana, Loredana Lipperini. Faccio quindi tantissimi complimenti a Fabio che lavorando sodo e scrivendo davvero tanto ha raggiunto questo importante traguardo! (pss… Leggere a Colori offre anche un pacchetto di promozione per gli autori esordienti e non ;D )

Vi invito inoltre a seguire Leggere a Colori sia su Facebook che su Twitter, dove Fabio ed il resto dello staff postano sempre link, citazioni e riflessioni interessanti su letteratura e creatività in generale. E se vi iscrivete alla newsletter entro domenica, potreste anche vincere un libro! Andate su Facebook per tutti i dettagli!

PS: mi scuso per la mia assenza, ultimamente sono piuttosto occupata (devo anche rispondere a delle e-mail, prometto che lo farò). Per scusarmi però posso dire che sto preparando una serie di circa 10 post (!) che potrebbero interessarvi e spaziano ben oltre la letteratura, e metterò online un nuovo racconto che si è aggiudicato un bel premio nel 2012… sto solo cercando di capire dove caricarlo. Deviantart? Si accettano altri suggerimenti!